- PERCHE' DIPINGO -


Amo la luce, la policromia, ma anche il buio.

Amo la musica, in suono, ma anche il silenzio.

Amo la solitudine, ma anche la gente e le persone una ad una,

amo il buono e il cattivo, amo il giovane quanto il vecchio, ma odio la società.

Amo la vita, ma non dispero per la morte.

E pertanto versatile è la mia tavolozza;

su di essa inseguo un orizzonte e l’Io cui mai giungerò,

ma di tela in tela vedo abbozzarsi quanto forse non vedrò nitido.

Vivo nella speranza che il domani mi riservi un po’ di felicità,

ma alla fine della giornata immancabilmente mi ritrovo nella mia solitudine interiore

accompagnato solamente dalla tristezza e da cupi presentimenti.

Amo dipingere perché con il quadro entro in dialogo muto con te;

amo discorrere con le mie figure, i miei boschi, le mie baite d’abbandono,

desolazione e vita, e tanto mi si placa il cuore.

Dal mio operato sotto i veli d’un pensare triste

traspare una continua ricerca;

ed è la ricerca d’un altro mondo, del vero mondo,

d’un ideale verso in cui cammini senza saperne il perché

o forse mosso dalla tua fede o da qualcosa di inconscio.

E’ una corsa che non ha meta, ma non mi arrendo

e così rincorro attraverso in mio operato un vessillo

che forse si può identificare con la morte stessa.

Malinconico dolore vivi nei miei quadri;

ed io non rifuggo, anzi lo cerco,

perché è nel dolore che meglio conosco me stesso e l’uomo.

Il mio operato nasce per istrada, matura nella mente, si concretizza sulla tela

e con te lo vivo.

Dipingo perché dipingere è per me essenziale come l’amore per loro e di loro:

Alessandro, Alice

            
 
 
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